“Se i modi dell’avvocato sono cortesi e concilianti il testimone perderà subito la paura che tutti i testimoni hanno del contro esaminatore e, quasi impercettibilmente, potrà essere indotto ad accettare una discussione della sua testimonianza in spirito equanime: e questo, se il controesaminatore è abile, svelerà subito i punti deboli della testimonianza. Le simpatie della giuria sono invariabilmente dalla parte del testimone; i giurati si risentono facilmente per ogni scortesia nei suoi confronti. Loro sono disposti ad ammettere gli errori del teste, se voi siete in grado di renderli evidenti, ma sono molto più restii ad accettare l’idea che il teste sia colpevole di falsa testimonianza. Ahimè, quanto spesso, nella quotidiana esperienza delle nostre corti, questa verità viene trascurata. Costantemente siamo messi di fronte ad avvocati i quali si comportano come se pensassero che chiunque renda una deposizione contraria alla loro posizione stia commettendo falsa testimonianza. Non c’è da stupirsi che costoro raggiungano risultati così modesti con la loro cross-examination. E’ vero che con il loro stile aggressivo e intimidatorio spesso riescono a confondere il testimone; falliscono però l’obiettivo di screditarlo dinanzi alla giuria. Al contrario provocano simpatia per il teste che stanno attaccando”
Francis L. Wellman
The art of cross-examination







