lunedì, 09 giugno 2008

Qualche problema di comprensione, da parte de Il Mattino, dei comunicati stampa della Camera Penale.

Certamente in buona fede, il quotidiano cittadino incorre ben due volte nello stesso errore omettendo di riportare l’ultima (e fondamentale) parte del comunicato stampa della Camera Penale di Napoli (sulla c.d. Superprocura/emergenza rifuiti) che viene, così, totalmente stravolto nei contenuti e nelle conclusioni riassunte.

Il 3 giugno la Camera Penale di Napoli rilascia il seguente comunicato stampa: «La Camera Penale di Napoli,  dopo aver preso visione del provvedimento con il quale il Governo è intervenuto per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti, pur ribadendo la tendenziale non condivisione della utilizzazione di decreti legge allorquando siano in gioco norme processuali e sostanziali in materia penale, nel caso in esame ritiene che l’iniziativa in via d’urgenza sia  legittima ed opportuna. E’ necessario, infatti, affrontare in modo tempestivo una situazione divenuta ormai drammatica e pericolosa auspicandosi, da parte di tutti, un atteggiamento collaborativo e responsabile. Ciò nonostante la Camera Penale di Napoli esprime riserve in merito alle previsioni normative relative alla determinazione della competenza dell’Autorità Giudiziaria, che appaiono in disarmonia con i principi generali del vigente ordinamento processuale. » 

Tutti i quotidiani riportano fedelmente il comunicato stampa ... tranne Il Mattino che il 5 giugno 2008, nel corpo di un articolo a pag. 32, riporta :

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domenica, 30 marzo 2008
“di fronte alla luna” mostrata dalla Camera Penale di Napoli, qualcuno preferisce, forse per allontanare la vista della luna stessa, concentrarsi sul “dito che indica la luna”
GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE
Delibera 25 marzo 2008
<<La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
premesso
- nel corso di un processo per gravi fatti di criminalità organizzata in fase di celebrazione a Napoli, sono state denunciate dai difensori degli imputati allarmanti condotte di inquinamento probatorio da parte di collaboratori di giustizia. In particolare, sarebbe emerso da intercettazioni telefoniche che essi, oltre a tenere liberamente contatti tra loro, concertavano il contenuto delle rispettive dichiarazioni processuali;
-nel contempo, organi di stampa informavano che,
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lunedì, 03 marzo 2008
Delibera del 20 febbraio 2008
"La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
premesso
L’Unione delle Camere Penali Italiane ha ricevuto nelle scorse settimane la segnalazione di un iscritto alla Camera Penale di Roma che ha evidenziato come, nell’ambito di un’indagine per il reato di riciclaggio condotta dalla Procura della Repubblica di Palermo, venissero riportati –e ritenuti investigativamente utili- i contenuti di intercettazioni ambientali tra una persona sottoposta ad indagini ristretta agli “arresti domiciliari” ed il suo difensore che discutevano dei fatti oggetto del processo e la strategia difensiva da adottare ...;
-da tempo, in effetti, giungono all’Unione delle Camere Penali Italiane segnalazioni circa l'esecuzione di intercettazioni telefoniche su utenze di persone sottoposte alle indagini che chiamano il loro legale ovvero di intercettazioni ambientali in cui si ascoltano da parte della polizia conversazioni tra cliente e proprio assistito. Tali conversazioni vengono in genere riportate negli atti processuali (integralmente o attraverso una sintesi del loro contenuto) dando ormai la certezza dell’esistenza di una prassi costante di ascolto, da parte degli investigatori, di conversazioni che intercorrono tra l’avvocato ed il proprio assistito ed aventi ad oggetto il merito del procedimento;
-premesso che la riservatezza delle conversazioni tra legale e proprio cliente è uno
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martedì, 19 febbraio 2008
Si segnala la seguente iniziativa intrapresa il 14 febbraio 2008 dalla Giunta della U.C.P.I.
 
"AL MINISTERO DI GIUSTIZIA
AL DAP
AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE
 
ATTUAZIONE DEL DIRITTO DI DIFESA NELLE CARCERI
 
In numerose case di reclusione del paese i difensori degli indagati, imputati, condannati/detenuti,vengono tempestivamente avvisati tramite fax della nomina a difensore di fiducia effettuata dal detenuto, con l’indicazione del giorno in cui la dichiarazione di nomina è stata effettuata. Tale pratica purtroppo non è adottata su tutto il territorio nazionale e troppe sono ancora le case di reclusione che non comunicano della intervenuta nomina. Ciò può comportare che il difensore ha notizia della nomina a distanza di tempo con la pericolosa conseguenza che possono decorrere i termini per impugnare (appello, ricorso per Cassazione, riesame) provvedimenti dell’autorità giudiziaria o per avanzare richieste (vedi riti alternativi).
A tale situazione peraltro non corrisponde alcun obbligo a carico del personale operante all’interno della casa circondariale di riferire al detenuto che l’intervenuta nomina va comunicata dallo stesso al difensore che sarà notiziato solo e soltanto in virtù della notifica di atti processuali (fissazione dell’udienza o attività per la quale è obbligatoria la presenza del difensore).
La Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha da tempo affermato l’immediata efficacia dell’atto di nomina non appena la dichiarazione viene ricevuta dall’organo a ciò preposto di talché è conseguente l’obbligo di comunicare al difensore della intervenuta nomina. Il mancato avviso dà luogo ad una concreta e palese violazione del diritto di difesa che impedisce al detenuto di beneficare immediatamente della difesa tecnica con il concreto rischio di patire conseguenze gravissime nel procedimento aperto a proprio carico.
Al fine di superare tale violazione del diritto di difesa l’UCPI chiede che il DAP provveda a rendere operativa su tutto il territorio nazionale la comunicazione al difensore della intervenuta nomina con trasmissione dell’atto tramite fax ai Consigli degli Ordini degli Avvocati che provvederanno ad avvisare il singolo difensore dell’intervenuta nomina."
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giovedì, 24 gennaio 2008
Dopo la Bocassini, anche Luigi De Magistris si dimette dall’Associazione Nazionale Magistrati. La sua lettera di dimissioni (qui sotto riportata, copiata&incollata dal sito delle Toghe”ugualepertutti”) è un vero e proprio durissimo atto di accusa nei confronti dell’associazione di appartenenza e si conclude, dopo il classico richiamo ai valori di transalpina memoria (liberté, égalité, fraternité!) con un preciso monito : “È il momento che ognuno faccia qualcosa – in questa devastante deriva etica e pericoloso decadimento dei valori – divenendo protagonista per contribuire al bene della collettività e del prossimo, non lasciando l’Italia nelle mani di manigoldi, affaristi e faccendieri” (!!??) … "resistere, resistere, resistere!", diceva qualcuno, qualche tempo fa ...    Ecco la lettera di dimissioni: 
Già da alcuni mesi avevo deciso – seppur con grande rammarico – di dimettermi dall’Associazione Nazionale Magistrati.
I successivi eventi che mi hanno riguardato, le priorità dettate dai tempi di un processo disciplinare tanto rapido quanto sommario, ingiusto ed iniquo, mi hanno imposto di soprassedere.
Adesso è il tempo che “tutti i nodi vengano al pettine”.
Vado via da un’associazione che non solo
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martedì, 22 gennaio 2008
Ho lasciato questo commento sul blog www.toghe.blogspot.com che ha riportato la O.C.C. del processo "Mastella" integralmente: "constato con stupore che questo blog "pubblicizzi" l'O.C.C. del GIP di Santa Maria Capua Vetere incompetente ("per territorio", ovviamente). Al fine di dimostrare, almeno a me, che la magistratura non intenda il Processo meramente centralizzato e limitato ad una O.C.C., aspetto che questo blog "pubblicizzerà" anche i successivi provvedimenti. Nel frattempo attendo anche che questo blog pubblichi (e non semplicemente pubblicizzi) la significativa intercettazione, pur contenuta nella O.C.C., del Capo dell'Ufficio GIP di Napoli!!". Io, che non sarò mai un forcaiolo ed i processi sono abituato a farli in un'aula di giustizia, quella intercettazione non la trascriverò su questo blog! Ma loro, che forcaioli, a questo punto, sono portato a ritenere, lo sono, dovranno essere coerenti! Trascrivetela (tanto, come dite voi, non è coperta da alcun segreto istruttorio ...)
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sabato, 01 dicembre 2007

Non avevamo nemmeno finito di muovere rilievi e critiche all'organizzazione dei corsi per i crediti formativi che si sono rotte le "giarretelle". Leggete qui sotto quanto è appena accaduto nei rapporti fra Unione Camere Penali Italiane e Consiglio Nazionale Forense:

(copiato dal sito della U.C.P.I.) "INAUDITA AGGRESSIONE DEL CNF ALLE CAMERE PENALI. LA REAZIONE UCPI. Con una ambigua circolare resa nota nei primi giorni di questa settimana il CNF, evidentemente pressato, ha inopinatamente emanato una circolare che -con toni retorici su una pretesa supremazia degli Ordini forensi nella formazione- di fatto rende completamente inoperante il recente protocollo firmato da CNF ed UCPI in materia di formazione. L'aggressione nei nostri confronti (nel momento in cui stavano partendo le nostre iniziative di formazione) è gravissima ed il movente è chiaro: si tratta del timore di molti Ordini forensi (anche se non di tutti), peraltro anche ben individuati, di una formazione di qualità ed a prezzo di costo. Il tradimento di un impegno formalmente sottoscritto la dice lunga sulla palude in cui ci si muove. La Giunta UCPI, nella grave situazione che si è determinata, ha reagito con estrema forza con la delibera che è pubblicata qui sotto, i cui contenuti sono anche nell'articolo del Sole 24 Ore di questa mattina (sabato 1 dicembre) Dev'esser chiaro al CNF che l'UCPI combatte da decenni per la difesa dei diritti civili in Italia ed è in grado di reggere -come la sua storia insegna- qualunque scontro in difesa delle ragioni ideali che rappresentano la sua stessa ragione di esistere. Per questo l'UCPI non abbandonerà la formazione (che dovrà portare alla specializzazione forense) alle derive affaristiche. Di seguito la delibera:

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lunedì, 26 novembre 2007

Si riporta, tratta dal sito della UCPI, la delibera dell'Unione Camere Penali Italiane adottata il 24 novembre 2007 in materia di "formazione continua":

La Giunta U.C.P.I., riunita in Roma il 23 novembre 2007,

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sabato, 17 novembre 2007

L' ANM dice la sua sul "pacchetto sicurezza", che viene definito come un insieme di "note positive che vanno in direzione dello snellimento e della razionalizzazione del processo penale" ... Plaude, l'ANM, alla risposta alla "exCirielli" in tema di prescrizione, all'abolizione del "patteggiamento in appello", al novello "falso in bilancio" ed all'immediata applicazione di misura cautelare in caso di accoglimento dell'appello ex 310 cpp del PM.. Auspica, però, l'ANM di essere chiamata ad un confronto per discutere delle modalità con cui apportare le modifiche in materia di "sicurezza". Stia tranquilla, l'ANM ... il Governo, ma, soprattutto, il Ministro della Giustizia non mancheranno di coinvolgerla ... anzi ... pare sia in progetto una legge costituzionale volta a modificare l'art. 70 Cost.: "La funzione legislativa è esercitata solo dall'ANM". 

Di seguito si riporta il testo del documento dell'ANM sul "pacchetto sicurezza": "Il c.d. pacchetto sicurezza è in realtà un insieme di disegni di legge che investono differenti aspetti della giurisdizione penale e delle attività amministrative e di polizia dirette a garantire la sicurezza dei cittadini ed a prevenire e reprimere fatti che sono fonte di allarme sociale.
Su questa ampia materia l'Associazione nazionale magistrati offrirà in tutte le sedi istituzionali il suo contributo di conoscenza e di esperienza ed a questo fine impegnerà nell'analisi dei testi normativi i suoi organi direttivi ed i suoi gruppi di lavoro.

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lunedì, 12 novembre 2007
Di seguito si riporta la delibera della Giunta dell'UCPI con la quale si proclama l'astensione nazionale per il giorno 23 novembre 2007
La Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane, riunita il giorno 8 novembre 2007,
ribaditi
i giudizi radicalmente negativi già espressi sul cosiddetto “pacchetto-sicurezza” con la mozione approvata dal Congresso Straordinario U.C.P.I. di Treviso il 21 ottobre 2007, l’appello alle forze politiche del 31 ottobre 2007, le proprie delibere in data 15 ottobre e 1 novembre 2007;
 denuncia nuovamente
come sia nel recente decreto legge sulle espulsioni sia nelle restanti parti del “pacchetto sicurezza” siano contemplate disposizioni assolutamente inaccettabili. In particolare, tra l’altro, quelle che limitanola libertà personale, la presunzione di innocenza, il diritto di difesa in determinati processi secondo la logica del doppio binario, il patrocinio dei non abbienti, contemplano
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martedì, 30 ottobre 2007

Se  avete voglia di approfondire l'argomento pacchetto sicurezza cliccateci sopra. Sarebbe utile che le nostre Associazioni, Camere Penali in testa, con celerità adottino ogni e più opportuna iniziativa (non la solita "astensione") al fine di indirizzare verso un unico obiettivo gli sforzi di tutti i colleghi che, di qui a poco, potrebbero trovarsi ad esercitare il proprio mandato in procedimenti e processi nei quali la normativa in oggetto potrebbe trovare applicazione (questioni di illegittimità costituzionale ecc.). Auspichiamo, per quel che territorialmente ci riguarda, che la Camera Penale di Napoli possa fungere da "apripista" per l'adozione di idonee soluzioni (e pare che una Commissione di Studio ad hoc sia stata già varata): buon "celere" lavoro!

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lunedì, 22 ottobre 2007

MOZIONE CONGRESSUALE - TREVISO 19-21 OTTOBRE 2007

Il Congresso Straordinario dell'Unione Camere Penali Italiane
premesso
che uno Stato forte salvaguarda la sicurezza dei cittadini senza necessità di violare le proprie regole e la Costituzione;
che il processo penale non è uno strumento di lotta alla criminalità;
che i fenomeni delinquenziali si combattono con una presenza forte ed efficace delle istituzioni, degli organi di polizia investigativa e di prevenzione, con l'uso intelligente delle strutture del potere esecutivo sul territorio ma senza perdere, allorché dalla prevenzione e dalla investigazione si passi all'accertamento processuale delle responsabilità, le garanzie dello stato di diritto nella valutazione della prova e nell'accertamento della responsabilità penale, senza intaccare la presunzione di innocenza del cittadino;
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lunedì, 22 ottobre 2007

MOZIONE CONGRESSUALE - TREVISO 19 - 21 OTTOBRE 2007

Il "problema magistratura" è oggi una vera e propria emergenza istituzionale alla quale fare fronte con iniziative forti in grado di coinvolgere non solo tutta l'avvocatura italiana ma anche tutte le componenti del sapere giuridico, la politica e la società.

Resta irrinunciabile e prioritaria la separazione delle carriere, non potendosi immaginare processi di rinnovamento e di ammodernamento della magistratura dentro un sistema di confusione ordinamentale dei ruoli e delle funzioni tra chi deve sostenere una accusa e chi deve decidere se quell'accusa sia fondata. Vanno inoltre specifico affrontate da subito alcune gravi distorsioni:

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sabato, 13 ottobre 2007

Dal sito della U.C.P.I. copiamo ed incolliamo il seguente comunicato a firma del Presidente della Unione Camere Penali Italiane Oreste Dominioni:

"DE MAGISTRIS E L'INSURREZIONE DEI 160. L'UCPI: I MAGISTRATI RESTINO AL LORO POSTO ISTITUZIONALE. ASSORDANTE IL SILENZIO DI ANM.
L’INTERVENTO DEI 160 MAGISTRATI. L’UCPI: I MAGISTRATI RESTINO AL LORO POSTO ISTITUZIONALE, IL CSM NON RINVII LA DECISIONE. E’ ASSORDANTE IL SILENZIO DELL’ANM
L’UCPI avverte con profonda apprensione l’ulteriore pronunciamento di 160 magistrati sulla nota questione Mastella/De Magistris.
E’da chiedersi se settori della magistratura 
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mercoledì, 03 ottobre 2007

Ho trovato affisso in Tribunale un manifesto del Sindacato Forense in cui si sponsorizza l'iniziativa volta ad offrire a tutti gli avvocati il "servizio sostituzione processuale". In sostanza, si permette ai colleghi "impossibilitati" a presenziare in udienza la possibilità di farsi "sostituire" da altro difensore estratto, a sorte, da un elenco costituito (o da costituirsi) ad hoc. Ora, non conosco quale sia la prassi nel civile. Ma in penale la funzione di "sostituto processuale" (eccetto quella ex art. 97 co. 4 c.p.p.) è strettamente ed intimamente connessa a quella di "difensore di fiducia": solo a quest'ultimo, in considerazione proprio del rapporto fiduciario con il cliente, è consentito "scegliere" il proprio "sostituto processuale" ex art. 102 c.p.p.. Non comprendo allora come un'associazione possa permettere a qualsiasi Avvocato di venir meno ad una scelta così importante, demandando "alla sorte" la scelta di chi "eserciterà i diritti ed assumerà i doveri di difensore". Si badi che tutt'altra cosa è la "sostituzione con difensore di ufficio" ex art. 97 co. 4 c.p.p. la quale avviene su nomina dell'Organo Giudicante in caso di irreperibilità, mancata comparsa ed abbandono della difesa del difensore di fiducia. La "sostituzione processuale pura" alla quale si riferisce il manifesto/iniziativa in oggetto deve restare atto di piena responsabilità del difensore di fiducia il quale (lungi dall'essere irreperibile, non comparso o abbandonante la difesa) predispone comunque, con scelta sensata ed oculata, la miglior difesa tecnica del suo assistito. Il timore è che manifesti/iniziative dele genere possano ulteriormente svilire la funzione dell'Avvocatura fino ad evidenziarne la "automaticità" della funzione. Stiamo compiendo sforzi enormi per recuperare proprio la funzione dei difensori di ufficio, che da meri presenzialisti del processo devono diventare "protagonisti", e che facciamo? Diamo il patentino di "meri presenzialisti" anche ai "sostituti processuali"? Vi prego, qualcuno mi smentisca! Dica che ho mal compreso il manifesto/iniziativa (ovviamente per mia colpa, mai perchè mal scritto!)

guido de maio 

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lunedì, 01 ottobre 2007

Solo oggi abbiamo scovato sul sito di MagistraturaIndipendente questo comunicato stampa dell'11 giugno 2007

<< Il Ministro dell’ambiente, On.le Alfonso Pecoraro Scanio, ha incontrato oggi una delegazione di Magistratura Indipendente. Oggetto della discussione l’opportunità di una più incisiva tutela dell’ambiente e l’indispensabilità che il disegno di legge in tema di riforma dell’ordinamento giudiziario, attualmente all’esame della commissione Giustizia del Senato, prenda in adeguata considerazione le indicazioni che la magistratura associata ed il C.S.M. hanno evidenziato come indispensabili per garantire la piena efficienza e la reale autonomia della magistratura.

Magistratura Indipendente ha rappresentato al Ministro il suo forte impegno a tutela dei valori ambientali, secondo una tradizione che vede tutta la magistratura italiana solidale in questo senso, e condiviso la recente iniziativa del Ministro dell’ambiente di presentare un disegno di legge, già approvato dal Consiglio dei ministri, volto ad introdurre nuovi e più efficaci strumenti di tutela penale in questo settore.

Il Ministro ha sottolineato la sua personale attenzione e quella della federazione dei Verdi, per il tema del complessivo miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro dei magistrati ordinari, mostrando una particolare sensibilità per le problematiche, evidenziate dalla delegazione di Magistratura Indipendente, riguardanti i magistrati più giovani.>>

Aspettiamo con ansia un incontro della UCPI con il Ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini per manifestare il forte impegno di noi Avvocati a tutela dei valori della donna così da auspicare la personale attenzione della Ministra e del suo partito alle nostre problematiche relative alla legge Bersani!!

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giovedì, 02 agosto 2007

Nel lontano 2000 Stefano Montone scriveva al Ministro della Giustizia:

...Le auguro di poter valorizzare il ruolo dell’avvocatura: troppe volte esso è stato, nel recente passato, contrabbandato quale pastoia impeditiva del fluente corso di un accertamento che, altrettante volte, ho udito rivendicare quale prerogativa propria, esclusiva ed escludente, della Magistratura; non può ignorare che l’avvocato mai potrà essere “normalizzato” quale meccanismo di legittimazione ab extrinseco di attività processuali da altri ed altrove compiute. La funzione, anzitutto cognitiva, della difesa è ruolo istituzionale oltre che costituzionale: e Le auguro di saper tutelarla; riconoscendo inoltre che il controllo che la difesa esercita nel processo altro non è che la manifestazione di quella “diffidenza dal potere” sulla quale si articola la democrazia pluralistica. Non è lesa maestà. 

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mercoledì, 04 luglio 2007

Estratto dal sito della Unione Camere Penali Italiane (di fianco linkato), si riporta la delibera con la quale si proclama l'astensione dalle udienze dal 16 al 21 luglio p.v. 

La Giunta U.C.P.I. riunita in seduta permanente

premesso

- che l'Assemblea Nazionale dei penalisti italiani e il Consiglio delle Camere Penali italiane, convocati in data odierna, a fronte della pervicacia con la quale la maggioranza di governo persegue il proprio disegno di controriforma dell'ordinamento giudiziario hanno espresso l’auspicio che la Giunta U.C.P.I. prosegua nelle iniziative di protesta;

rilevato

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venerdì, 15 giugno 2007

"La Giunta dell'Unione delle Camere Penali, con delibera d'urgenza, ha dichiarato lo stato d'agitazione dell'Avvocatura penale italiana contro l'accordo che si sta definendo nella commissione Giustizia del Senato, sulle modifiche dell'ordinamento giudiziario".
"A colpi di stralci e di rifiuti ad affrontare i reali problemi di riforma - si legge in una nota dell'Ucpi - primi fra tutti la separazione delle carriere, si persegue l'unico obiettivo di consentire che entro il 31 luglio sia di nuovo sospesa la legge Castelli sulla distinzione delle funzioni. Per l'ennesima volta la politica, in una totale incapacita' riformatrice, cede agli ultimatum dell'Anm (Associazione Nazionale Magistrati). La Giunta dell'Ucpi e' riconvocata gia' domani, in via permanente, per le ulteriori determinazioni e si appella al Presidente della Repubblica, alle alte cariche parlamentari, al Governo e alle forze politiche, perche' si segni un'energica battuta d'arresto d'una vicenda che e' foriera soltanto del profondo degrado della Giustizia".
(notizia AGI)

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lunedì, 04 giugno 2007

Ill.mo Sig. Presidente della Corte di Appello di Napoli

Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale di Napoli

Si prega le SS.VV., al fine di adottare le determinazioni del caso, voler portare alla conoscenza dei Magistrati, dei Cancellieri e degli Uscieri dei Loro Uffici il seguente Regio Decreto tutt’oggi in vigore:

R.D. 14-12-1865 n. 2641
Regio Decreto col quale è approvato il Regolamento generale giudiziario per l'esecuzione del Codice di procedura civile, di quello di procedura penale e della legge sull'ordinamento giudiziario.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 20 dicembre 1865, n. 292


Capo V

Sezione I
Delle divise della magistratura.
156. La magistratura fa uso di due distinte divise: una con toga per le pubbliche sedute e udienze: l'altra con abito a spada per presentarsi individualmente in forma ufficiale e solenne.
§ 1

Delle divise con toga
.
157. Le divise di tutti indistintamente i funzionari della magistratura giudicante e del ministero pubblico si compongono di zimarra nera, con cintura di seta guarnita di nappine, toga di lana nera con maniche rialzate e annodate alle spalle con cordoni, tocco, ossia berretto nero, e collare di tela batista.
158. La qualità e il grado rispettivo dei suddetti funzionari sono determinati dai distintivi seguenti:
A. la zimarra di tutti i membri giudicanti e del ministero pubblico, delle corti di cassazione e di appello è di seta; quella degli stessi funzionari dei tribunali e dei pretori è di lana;
B. la cintura dei suindicati funzionari delle corti è rossa con nappine d'oro: quella dei funzionari dei tribunali è turchina con nappine di seta eguale nelle adunanze ordinarie, e d'argento nelle circostanze solenni; e quella dei pretori è nera con nappine simili di seta;
C. i cordoni per le corti sono d'oro, per i tribunali d'argento, per i pretori di seta nera;
D. il tocco per le corti è di velluto fregiato in oro, per i tribunali e per i pretori è di seta fregiato in argento;
E. il tocco del primo presidente e procuratore generale della corte di cassazione è fregiato di tre galloni, quello del presidente di sezione e avvocato generale della cassazione, dei primi presidenti di corti d'appello e procuratori generali presso le stesse corti, dei presidenti e procuratori del Re dei tribunali è fregiato di due galloni, quello dei consiglieri e sostituti procuratori generali di cassazione, dei presidenti di sezione e avvocati generali delle corti d'appello e dei vice-presidenti dei tribunali è fregiato di un gallone, quello dei consiglieri d'appello e sostituti procuratori generali presso le corti d'appello, dei giudici e sostituti procuratori del Re è fregiato di un cordone, e quello dei pretori è fregiato di un filetto. Il tocco dei sostituti procuratori generali aggiunti è fregiato di un cordoncino d'oro.
159. Le divise degli aggiunti giudiziari e degli uditori consistono nella toga di lana nera, tocco di seta, guarnito di un filetto d'argento quanto agli aggiunti, di seta per gli uditori, e collare di tela batista.
160.
...

Le divise dei cancellieri, vice-cancellieri e vice-cancellieri aggiunti delle corti d'appello e dei tribunali consistono nella toga di lana nera, nella zimarra di lana e cintura di seta nera con nappine e cordoni di seta rossa per i cancellieri, vice-cancellieri, e vice-cancellieri aggiunti delle corti, nel tocco di velluto per questi e di seta per quelli dei tribunali fregiato di cordone di seta, e nel collare di tela batista.

...
162. Gli uscieri in servizio alle udienze delle corti e dei tribunali vestono tunica lunga fino al ginocchio di panno nero tutta abbottonata con una fila di bottoni lisci di seta, fascia alta dodici centimetri, serrata alla persona sul dietro con fibbie, collare liscio di tela batista, calzoni corti con calze di lana, mantelletto di panno lungo quanto la tunica e tocco di lana nera.
Gli uscieri delle corti hanno calze e mantelletto di colore rosso e la fascia di seta rossa; gli altri hanno calze, mantelletto e fascia di color nero, e questa di lana.
163. Le corti hanno una mazza e bastoni per gli uscieri; i tribunali hanno bastoni.

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