venerdì, 30 maggio 2008

Omonimia Giudiziaria - 25 anni passati invano. Il 17 giugno 1983 il maxi blitz contro la camorra napoletana portò in carcere circa 800 persone. Di queste, 200 furono poi prosciolte (fra di loro Enzo Tortora). Ma fra i 200 “errori giudiziari” (vogliamo definirli fisiologici?) si annoverarono ben novanta (90) casi di pura omonimia! Il 28 maggio 2008 un altro blitz che fa scalpore, quello contro il Commissariato sui Rifiuti in Campania. Stavolta i numeri sono diversi, a due cifre: su 25 ordinanze di custodia cautelare un caso di omonimia. Non ho dimestichezza con la matematica, ma anche se stavolta i numeri sono solo a due cifre, mi pare che la percentuale di errore giudiziario sia maggiore. Il dramma è dietro la porta, anzi, sull’uscio di casa!

Ecco due resoconti giornalistici di due diverse epoche, ma di identico contenuto, purtroppo … come se nulla fosse cambiato!

Il 29 maggio 2008 Antonio Manzo scrive su Il Mattino (pag. 2) di questa paradossale e dolorosa vicenda: “«Ma io a malapena riesco a fare la raccolta differenziata, quale Fisìa, Fibe, Cdr...Io ingegnere dei rifiuti? Ma sono un povero pensionato, un’ex guardia carceraria, ho pagato già i miei conti con la giustizia, quali rifiuti ora volete da me?». Ernesto Picarone, cinquantasei anni, ebolitano, alle due della notte tra lunedì e martedì, tenta disperatamente di spiegare ai carabinieri del Noe che lui, in questo blitz dei rifiuti di Napoli con venticinque arrestati, non c’entra proprio nulla. E che l’arresto è un clamoroso errore di persona, che quel «Picarone» inserito nell’Operazione Rompiballe

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domenica, 25 maggio 2008
INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI – DECRETI AUTORIZZATIVI EMESSI IN DIVERSO PROCEDIMENTO PENALE E PER FATTISPECIE DELITTUOSE DIFFERENTI E DIVERSE DA QUELLE IN ESAME – DIVERSITA’ DEL FATTO-REATO – INUTILIZZABILITA’
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Teresa Areniello, Est. Massimo Perrotti, ord. 4-14/4/2008, proc. n° 2635/2008 R.I.M.Caut.
La Difesa, con i motivi di gravame, ha sollevato preliminare eccezione di inutilizzabilità (artt. 270 e 271 c.p.p.) delle conversazioni intercettate nel corso di altro procedimento in riferimento a decreto GIP emesso per fattispecie di reato diversa. Orbene, ritiene il Tribunale che se è vero che, ai fini dell’utilizzazione dei risultati delle intercettazioni, non si può restare
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domenica, 25 maggio 2008
SEQUESTRO PREVENTIVO – RICICLAGGIO - SOMME DI DENARO IL CUI POSSESSO RISULTI INGIUSTIFICATO – MERI SOSPETTI SU EVENTUALE PROVENIENZA DA ATTIVITA’ ILLECITA – TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI – INIDONEITA’ DEI SOSPETTI A CONFIGURARE UNA FATTISPECIE DI RICICLAGGIO DI DENARO – RESTITUZIONE DELLA SOMMA DI DENARO
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Est. Vincenzo Albano, ord. 10-21/3/2008, proc. n° 423/2008 R.I.M.Caut.Reali
La Polizia Giudiziaria, intervenuta ai fini di rinvenimento di sostanza stupefacente, procedeva al sequestro preventivo di una somma di denaro riposta in alcuni doppi fondi di due mobili esistenti in una stanza nella quale, a distanza di circa mezz’ora dall’incursione degli agenti, veniva rinvenuto sotto un letto l’odierno ricorrente il quale, pregiudicato, era già noto, unitamente al di lui padre detenuto, quale spacciatore di droga. Peraltro, esso ricorrente forniva due diverse versioni
domenica, 25 maggio 2008
MISURE CAUTELARI PERSONALI – RIEMISSIONE DI ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE GIA’ ANNULLATA DAL TRIBUNALE DEL RIESAME PER INATTENDIBILITA’ DELLA PARTE LESA – SUCCESSIVE E NUOVE DICHIARAZIONI DELLA MEDESIMA PARTE LESA - INIDONEITA’ DELL’ELEMENTO NUOVO A GIUSTIFICARE UNA RIVALUTAZIONE DEL COMPENDIO INDIZIARIO  - NECESSITA’ DI CIRCOSTANZE ESTRINSECHE - GIUDICATO CAUTELARE
Tribunale del Riesame di Napoli, X sez., Pres. Est. Nicola Quatrano, ord. 26/3-7/4/2008, proc. n° 2322/2008 R.I.M.Caut.
Già il GIP aveva emesso ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti degli indagati odierni ricorrenti in relazione alle medesime vicende delittuose per le quali il Tribunale del Riesame aveva ritenuto non idoneo il compendio indiziario, annullando appunto l’ordinanza. La ragione di tale annullamento si basava
giovedì, 22 maggio 2008

L’Avv. Arturo Frojo, nella sua qualità di Presidente del Rotary Club Napoli Nord, ha organizzato un convegno, “Il condizionamento camorristico dell’impresa nel mezzogiorno”, che si terrà lunedì 26 maggio 2008 alle ore 19 presso l’Hotel Excelsior in Napoli. Numerosi e di prestigio gli interventi previsti:

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domenica, 18 maggio 2008
Criticare è forse, anche, il tentativo di far rinsavire o di risvegliare, comunque, chi pensa di normalizzare il comune pensare … diceva qualcuno. E se tanto può essere utile, non bisogna nascondere la delusione di aver vissuto l'assenza dell’Avvocatura napoletana (ad eccezione del suo massimo rappresentante istituzionale, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e di tre -appena tre- avvocati penalisti) e, soprattutto,  dell’Avvocatura associata napoletana, dall’interessantissima e riuscitissima manifestazione svoltasi oggi 18 maggio 2008 presso la sede dell’Unione degli Industriali di Napoli in occasione, celebrazione e ricordo del ventennale dalla morte della vittima della giustizia Enzo Tortora. Un convegno, “Giustizia, a che punto siamo” (*) in cui si è parlato di processo penale, ruolo della Magistratura, dell’Avvocatura e dei mass media, traendo spunto dalla tragedia umana del noto presentatore televisivo. Dopo i saluti rivolti dal Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Gianni Lettieri, dal Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Sandra Lonardo, e dall’autore del libro “Applausi e sputi” sul caso Tortora, Vittorio Pezzuto, ed introdotta dall’intervento pungente ed attualissimo del Senatore a vita Francesco Cossiga, la discussione ha visto partecipare Raffaele Della Valle (all’epoca difensore di Enzo Tortora), Giuliano Pisapia (Presidente della Commissione per la Riforma del Codice Penale), Giovanni Maria Dedola (avvocato penalista) e Francesca Scopelliti (compagna di vita di Enzo Tortora ed ex Senatrice della Repubblica). Una domenica mattina di maggio (peraltro funestata dal tempo incerto e dalla spazzatura invadente in ogni dove) che avrebbe potuto costituire occasione idonea a  rompere il silenzio assordante dell’associazionismo penalistico/forense, ormai chiusosi nell’autoreferenzialità dell’unica attività individuata come idonea ad avere una qualche visibilità (pur soltanto interna):  l’organizzazione e tenuta dei corsi per i crediti formativi. Che tristezza vedere migliaia di avvocati costretti ad apporre la loro brava firmetta su i registri di presenza ai corsi per riuscire ad ottenere i crediti formativi e mai coinvolti a partecipare, disinteressati da quella firmetta, ad incontri di tale portata. Ma forse l’argomento resta scabroso; forse la ferita lacerante del caso Tortora tortura ancora le coscienze del nostro Palazzo di Giustizia. Ed allora, forse, è meglio tacere o far passare sotto tono l’evento. Ma l’evento si è celebrato ugualmente ed ha avuto spunti di altissima riflessione. Non ha risparmiato nessuno il Presidente Francesco Cossiga quando ha parlato, nel sottolineare come
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