mercoledì, 26 settembre 2007

Nel ricordare agli iscritti della Camera Penale di Napoli che domani, 27 settembre, si voterà per l'elezione del direttivo presieduto da Michele Cerabona (e sull'opportunità di andare a votare cliccate qui), si evidenzia che  alcuni quotidiani di oggi hanno preannunziato, sempre per domani, una conferenza stampa del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli in merito allo stato (disastroso) del Palazzo di Giustizia: pare che scoccheranno scintille (così dicono i quotidiani) ... staremo a vedere!

Post Scriptum del 27/9/2007: il direttivo della Camera Penale presieduto da Michele Cerabona è stato eletto (peraltro con un ottima percentuale di votanti rispetto agli iscritti), mentre il Consiglio dell'Ordine ha tenuto la sua conferenza stampa senza però riferire in cosa consisterà la lotta promessa causa lo sfascio del Nuovo (sic!) Palazzo di Giustizia ... staremo ancora a vedere

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mercoledì, 26 settembre 2007

Si segnala l'intervento del Dott. Pierluigi Picardi , Consigliere della Corte di Appello di Napoli, sul blog aperto da alcuni magistrati e di fianco linkato.

per leggere l'intervento è sufficiente cliccare sul nome sopra riportato "Dott. Pierluigi Picardi"

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lunedì, 24 settembre 2007

MISURE CAUTELARI REALI – EDILIZIA ED URBANISTICA - SEQUESTRO PREVENTIVO – RICHIESTA AL GIP DI CONVALIDA DEL PROVVEDIMENTO D’URGENZA DEL PM – MANCANZA DELLA RICHIESTA AL GIP DI EMISSIONE DEL DECRETO DI SEQUESTRO – AUTONOMIA DELLE RICHIESTE – DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO DEL GIP EX OFFICIO – NULLITA’

Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Catena, Est. Perrotti, ord. 30/7/2007,  proc. n° 1643/07 R.I.M.Caut.Reali

E’ nullo, ai sensi dell’art. 178 lett. b) c.p.p., il decreto (di sequestro preventivo) emesso dal Gip in mancanza del necessario impulso del PM (richiesta di emissione di decreto di sequestro preventivo) in quanto tale mancanza è causa originaria impeditiva del valido esercizio del potere del giudice di disporre la misura “ne procedat iudex ex officio”. L’art. 321 co. 1 c.p.p. prevede tassativamente che il provvedimento impositivo della misura cautelare reale sia emesso a seguito di specifica domanda cautelare del PM e nè a ciò può sopperire la mera richiesta di convalida del sequestro preventivo d’urgenza dello stesso PM essendo diverse le ragioni che giustificano la convalida e l’autonomo provvedimento di sequestro.

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lunedì, 24 settembre 2007

MISURE CAUTELARI PERSONALI – ESIGENZE CAUTELARI – PERICOLO DI REITERAZIONE - REATI SOCIETARI – CESSAZIONE DALLE CARICHE SOCIETARIE – RILEVANZA – REVOCA DELLA MISURA CAUTELARE

Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Cataldi, Est. Perrotti, ord. 10/8/2007,  proc. n° 7469/07 R.I.M.Caut.

In tema di reati societari e reati comunque commessi da soggetti ricoprenti cariche amministrative o sociali, vanno ritenute inconfigurabili le esigenze poste a sostegno dell’adozione di misure cautelari allorquando gli indagati hanno dimostrati di essere cessati da tali cariche. In questi sensi la possibilità di futura recidiva assume portata del tutto generica, venendo di fatto connessa unicamente all’attività specifica ed al settore in cui operano gli indagati.

lunedì, 24 settembre 2007

MISURE CAUTELARI PERSONALI – ESIGENZE CAUTELARI – PERICOLO DI REITERAZIONE ELEVATO – PERSONALITA’ ALTAMENTE TRASGRESSIVA DEGLI INDAGATI - ARRESTI DOMICILIARI –TUTELABILITA’

Tribunale del Riesame di Napoli, sez.feriale, Pres. Catena, Est. Cataldi, ord. 8-9/8/2007,  proc. n° 7271/07 R.I.M.Caut

Quanto alla scelta della misura cautelare, l’indubbia gravità dei fatti (il cui precipitato sociale ha forse indotto prima l’inquirente e poi il giudice che procede ad adottare misure di massimo rigore), commessi nell’ambito organizzativo di una solidità di persone esercenti attività produttiva aziendale e professionale, induce a ritenere “elevato il pericolo di recidiva specifica” e ciò anche per la “personalità, che sarebbe eufemistico definire trasgressiva”, dimostrata dagli indagati nel corso delle attività d’investigazione. Tuttavia ritiene il Collegio che idoneo presidio a tutela delle sussistenti esigenze di prevenzione speciale possa essere costituito, nei confronti degli istanti, dagli arresti domiciliari, ben potendosi prevedere che costoro, ristretti in ambito domiciliare e privati delle possibilità di tenere contatti con altri solidali, saranno inibiti nel prosieguo dell’attività illecita sin qui prodotta.

lunedì, 24 settembre 2007

MISURE CAUTELARI PERSONALI – ESIGENZE CAUTELARI – PERICOLO DI REITERAZIONE - ARRESTI DOMICILIARI –TUTELABILITA’

Tribunale del Riesame di Napoli, sez.feriale, Pres. Catena, Est. Cataldi, ord. 8-9/8/2007,  proc. n° 7271/07 R.I.M.Caut.

Dovendosi aver riguardo al criterio di adeguatezza e proporzionalità tra il fatto per cui si procede, la sanzione in concreto applicabile e la misura cautelare adottata, non può essere ritenuta inidonea a salvaguardare l’esigenza di prevenzione dei reati del medesimo genere l’applicazione della misura cautelare meno gravosa degli arresti domiciliari allorquando l’indagato, pur gravato da precedenti penali, non annovera fra questi precedenti per evasione, così che nulla permette di ipotizzare da parte sua il mancato rispetto degli obblighi che dall’applicazione di tale misura gli deriveranno.

lunedì, 24 settembre 2007

GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA – VERBALE DI SOMMARIE INFORMAZIONI RESE DA SOGGETTO “POTENZIALMENTE” INDAGABILE – INUTILIZZABILITA’

Tribunale del Riesame di Napoli, sez. VIII, Pres. Grillo, Est. Cardamone, ord. 26/7-1/8/2007,  proc. n° 6624/07 R.I.M.Caut.

Sono inutilizzabili nei confronti dell’indagato i verbali di sommarie informazioni rese da soggetti che, pur non formalmente indagati nel medesimo procedimento o in altri ad esso connessi o collegati, hanno sostanzialmente reso dichiarazioni dal contenuto “potenzialmente” autoindiziante. Tanto deve rilevarsi ogni qual volta non si può negare che all’autorità procedente fosse nota tale “potenzialità” autoindiziante delle dichiarazioni rese.

lunedì, 24 settembre 2007

SOSTANZE STUPEFACENTI – MERA DETENZIONE E DETENZIONE A FINE DI SPACCIO – COLTIVAZIONE DI PIANTE DA CUI ESTRARRE LE SOSTANZE STUPEFACENTI – COLTIVAZIONE DOMESTICA E COLTIVAZIONE IMPRENDITORIALE - DIFFERENZE

Tribunale del Riesame di Napoli, VIII sez., Pres. Miranda, Est. Cardamone, ord. 19/7-3/8/2007, proc. n° 6701/07 R.I.M.Caut.

In tema di detenzione di sostanze stupefacenti e di finalità di tale detenzione allo spaccio e, nello specifico, in relazione alla coltivazione di piante utili all’estrazione di tali sostanze, va distinta la “coltivazione domestica” dalla “coltivazione tecnico-agraria” o “coltivazione imprenditoriale” laddove quest’ultima si configura allorquando sussistono una serie di presupposti quali la disponibilità del terreno, la sua preparazione, la semina, il governo dello sviluppo delle piante, la presenza di locali destinati alla raccolta dei prodotti (cfr. Cass. sez. VI, sent. n° 17983 del 10/5/2007)

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sabato, 22 settembre 2007

Da questa notizia ANSA pare iniziarsi a comprendere quali siano le reali motivazioni della punizione che il Ministro della Giustizia Mastella vuole far infliggere dal CSM al PM di Catanzaro De Magistris. Il PM nei confronti del quale egli chiede il trasferimento d'ufficio è reo, secondo il Ministro, non solo di svolgere indagini su Romano Prodi & Co., ma altresì di tenere sotto "osservazione intercettativa" proprio lui, titolare del dicastero: lesa maestà! Ora, stà storiella inizia a preoccupare anche noi napoletani: vuoi vedere che il Ministro della Giustizia si sta attrezzando anche per chiedere la punizione dei nostri PM Noviello e Sirleo, rei di lesa maestà nei confronti del Governatore Bassolino? Siamo forse passati dalle leggi ad personam ai trasferimenti per vendetta? Con una insignificante differenza: ieri, pur solo minacciate le leggi ad personam, subito partivano gli strali della magistratura associata, dei girotondini e compagni vari; oggi, a trasferimento richiesto, pare che tutti tacciano o , comunque, preferiscano mantenere un low profile ... misteri della politica e della magistratura ...

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martedì, 18 settembre 2007

Il 27 settembre i soci della Camera Penale di Napoli sono chiamati ad eleggere il nuovo direttivo dell'Associazione. Ha presentato la propria candidatura unicamente il Direttivo presieduto dall'Avv. Michele Cerabona e composto dagli Avvocati Giuseppe Pellegrino, Domenico Ducci, Giuseppe Caruso, Annalisa Senese, Attilio Belloni, Guido Picciotto, Gaetano Balice e Marco Campora.
In Tribunale, però, già serpeggiano i primi commenti, le solite lamentele: c'è chi si duole della "lista bulgara"; c'è chi contesta la sostanziale "monocraticità" da cui sarebbe affetto qualsiasi direttivo presieduto da Michele Cerabona; c'è chi riporta alla memoria il "manuale Cencelli"; c'è chi promette di astenersi dal voto a mò di protesta (?).

Ora, questi rilievi, che, guarda caso, sono quelli più ripetuti, vanno analizzati con attenzione.

Chi lamenta l'"imposizione" dell'unica lista ed apertamente parla di "lista bulgara" ignora che, dato per scontata l'insussistenza dell'imposizione (nessuno mai ha sentito Michele Cerabona indurre taluno a ritirare la candidatura o assumere atteggiamenti dispotici), se c'è "colpa" nel non avere la possibilità di votare altra lista, questa "colpa" è certamente da addossare agli assenti, a coloro che non hanno voluto candidarsi, a coloro che non hanno voluto esporsi.

Chi parla della caratteristica della "monocraticità" riscontrabile nel direttivo Cerabona sottovaluta inequivocabilmente la valenza dei singoli componenti del Direttivo che, al solo leggere i nomi, promettono, invece, validi contributi personali (così come, non può nascondersi, validissimi contributi personali hanno fornito alcuni componenti del vecchio Direttivo: Maurizio Sica, Dina Cavalli, Guido Picciotto e Massimo Vetrano).

Quanto al "manuale Cencelli", pur non negandone la configurabilità leggendo la rosa di nomi scelta dal Presidente, non mi pare che questa sia operazione che possa creare scandalo, se pur sempre si parla di "politica" associativa.

Qualche parola in più va invece spesa quando si parla di astenersi dal votare.

Perché, inevitabilmente, una scelta del genere coinvolge il senso di appartenenza all’associazione Camera Penale.

Qualsiasi iscritto all’Associazione scelse liberamente, al momento dell’iscrizione appunto, di partecipare ad un consesso di professionisti che, lungi dall’essere “sindacato” corporativistico, mira il proprio agire, in tema di politica giudiziaria, ad esempio verso la salvaguardia del diritto di difesa come garanzia del cittadino (documenti, interventi istituzionali, astensioni dalle udienze, ecc.), ed, in tema di cultura giuridica, ad esempio verso la divulgazione di conoscenze legislative e giurisprudenziali (organizzazione di convegni, corsi di aggiornamento ed altro).

Far parte della Camera Penale significa fornire il proprio contributo a tutte le attività da questa svolte, condividere o anche criticare le azioni o posizioni assunte in determinati momenti storici.

Far parte della Camera Penale significa, e sembra lapalissiano rimarcarlo, partecipare!

E partecipare è votare. Anche contro, se si vuole. Ma bisogna votare.

Perché l’unico messaggio che uscirà da una bassa affluenza al voto è la delegittimazione del Direttivo e del Presidente candidati. E’ la delegittimazione dell’Associazione Camera Penale!

E la delegittimazione della Camera Penale porta all’indebolimento dell’Avvocatura, già tartassata, se non scientemente dimenticata dalle istituzioni.

Votare significa “ci siamo”. Votare “contro” anche significa “ci siamo”. Non votare è “non essere”. E non essere Camera Penale potrebbe, un domani, portare a non essere Avvocati.

Auguri al nuovo Direttivo ... comunque.

Guido De Maio 

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giovedì, 13 settembre 2007

<<Mastella e il figlio al Gran Premio di Monza con l'Airbus presidenziale. Un viaggio privato a carico del contribuente nel giorno dei tagli alle spese. Mentre ai giudici manca la benzina

I magistrati non hanno la benzina per le auto ma il ministro della Giustizia non lesina certo sul carburante. Soprattutto quando si tratta di accontentare amici e famiglia. E concedersi una bella gita domenicale. Sì, perché per l'escursione al Gran Premio di Monza Clemente Mastella non ha badato a spese, tutte però a carico di altri. Il Guardasigilli ha volato da Salerno a Milano con l'aereo di Stato. Non un jet qualunque, ma l'Air Force One italiano:

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lunedì, 03 settembre 2007

“...Sono dei fenomeni questi magistrati. Non trovano mai le prove. Quando le prove ci sono non le sanno valutare. Dimenticano le leggi, calpestano i codici, si scordano i cavilli che fanno tornare liberi i delinquenti. A conti fatti non riuscirebbero a tenere in galera per un giorno nemmeno Jack lo Squartatore colto in flagranza di squarto. Poi però fanno i fenomeni davanti ai microfoni. Se i cittadini si potessero difendere con le conferenze stampa, beh, saremmo il Paese più sicuro del mondo.
E conferenze stampa per dire cosa poi? Il magistrato di Vigevano sostiene che i giornalisti devono attenersi solo alla versione ufficiale degli inquirenti. Ma certo, come no? È perfetto: abbiamo teorizzato la velina della Procura, la censura togata, anzi il mincultog. Ai tempi del Duce, dei delitti non bisognava parlare. Adesso bisogna parlarne, ma solo un pochetto, e seguendo rigorosamente le istruzioni del pm. Così va tutto a meraviglia: i delinquenti possono dormire sonni tranquilli. I cittadini un po' meno, ma che importa?...”

da Il Giornale del 26 agosto 2007

La giustizia delle conferenze stampa

Mario Giordano

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