giovedì, 19 giugno 2008
Si è concluso il processo Spartacus. Ovviamente, fra le varie interviste, quella al Sostituto Procuratore Generale Dott. Francesco Iacone ... e dal Corriere del Mezzogiorno (Corriere della Sera) apprendiamo che: "Alla domanda di una giornalista su quale sia stata la maggiore difficoltà da affrontare il PG ha risposto: «Sono state le proteste degli avvocati, che minacciavano di andarsene»". Come al solito, Avvocati peggio dei loro clienti! Grazie per la stima, Procuratore.
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martedì, 17 giugno 2008

Il Giudice, a cui sono affidate le sorti giudiziarie del Capo del Governo, pubblicamente firma un documento in cui si sostiene con veemenza che le leggi promosse da quel Capo di Governo (la legge di depenalizzazione per falso il bilancio, la legge cosiddetta ex Cirielli e la cosiddetta legge Pecorella) sono «causa di impunità per i potenti e sono state adottate frasi esclusivamente al fine di perseguire gli interessi personali di pochi, ignorando quelli della collettività e quindi con ogni evidenza riferibili al presidente Berlusconi, devono trovare abrogazione immediata». Il Capo del Governo, che è imputato, in questa sua specifica veste (di imputato, appunto), ricusa nella sede opportuna il Giudice. L’Associazione Nazionale Magistrati insorge: «Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale. Questi comportamenti rischiano infatti di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto». La domanda, come diceva qualcuno tempo fa, sorge spontanea: è processualmente ammissibile ricusare il Giudice da parte dell’imputato, se questi è Capo del Governo (o Presidente del Consiglio dei Ministri, che dir si voglia)? Se la risposta è negativa (per motivi istituzionali, per motivi di opportunità o perché, addirittura, si rischia di minare alla radice la credibilità delle istituzioni), la conseguenza, in un paese democratico, può essere solo una: il Capo del Governo non può essere sottoposto a procedimenti penali poiché, nella sua funzione, gli è impedito di difendersi (anche a mezzo di ricusazione del giudice) nel processo! Anche processare il Capo del Governo a queste condizioni rischia di minare alla radice la credibilità delle istituzioni!

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giovedì, 12 giugno 2008

Udite udite!!

Lo scorso 30 maggio 2008 il Consiglio Nazionale Forense, dopo aver (unitamente ai suoi omologhi Spagnoli e Francesi) ottenuto dalla Commissione Europea l’approvazione del progetto “Penalnet”, progetto manifestamente “teso alla costituzione di un Elenco europeo degli avvocati penalisti, ai quali sarà rilasciata una smart card di identificazione e di accredito a livello europeo”, ha pensato bene di invitare formalmente (con circolare n° 22-C-2008) tutti i Consigli dell’Ordine distrettuali ad inviare “con urgenza” un elenco di nominativi di 12 (dodici) avvocati penalisti per ciascun distretto di Corte di Appelloche volessero esservi inclusi, raccolti nell’ambito dei Vostri rispettivi fori”. Ovviamente, la notizia è passata del tutto inosservata (perché non pubblicizzata, sic!). Ed infatti sono aperte le scommesse per individuare quali saranno i fortunati (e certamente non sponsorizzati) 12 apostoli europei prescelti da ogni singolo Consiglio dell’Ordine. Ma, al di là dell’ironia, ci aspettiamo una ferma alzata di scudi da parte dell’Associazionismo Forense tutto! E’ necessario agire subito ed incisivamente già a livello locale. Perché no?! Anche sulla scia del Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, Oreste Dominioni, il quale (pur se forse mosso da risentimento corporativo per non essere proprio stato interpellato a livello istituzionale) ha avvertito l’urgenza di rimarcare al CNF di non comprendere << come, vista l’attuale impossibilità, ritenuta dal C.N.F., di dare adeguata pubblicità informativa a specializzazioni di carattere professionale acquisite dagli avvocati italiani, sia invece possibile che il C.N.F. medesimo progetti e collabori fattivamente alla realizzazione di un elenco che proprio detta specializzazione è destinato a divulgare e ad “ufficializzare”. Né del resto mi pare che sia possibile oggi, come del resto dal C.N.F.  a più riprese ribadito, nell’assenza di una disciplina di legge o di regolamento, identificare gli avvocati “specialisti” in materia penale, tali divenuti per competenze acquisite nell’esercizio della professione. Nessuna disposizione, neppure di natura deontologica, detta infatti criteri sulla cui base consentire ai Consigli dell’Ordine Distrettuali, cui è diretta la Sua circolare n.22-C-2008, di identificare i “12 avvocati penalisti per ciascun distretto di Corte d’Appello”, di cui si chiedono i nominativi.>>.

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lunedì, 09 giugno 2008

Qualche problema di comprensione, da parte de Il Mattino, dei comunicati stampa della Camera Penale.

Certamente in buona fede, il quotidiano cittadino incorre ben due volte nello stesso errore omettendo di riportare l’ultima (e fondamentale) parte del comunicato stampa della Camera Penale di Napoli (sulla c.d. Superprocura/emergenza rifuiti) che viene, così, totalmente stravolto nei contenuti e nelle conclusioni riassunte.

Il 3 giugno la Camera Penale di Napoli rilascia il seguente comunicato stampa: «La Camera Penale di Napoli,  dopo aver preso visione del provvedimento con il quale il Governo è intervenuto per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti, pur ribadendo la tendenziale non condivisione della utilizzazione di decreti legge allorquando siano in gioco norme processuali e sostanziali in materia penale, nel caso in esame ritiene che l’iniziativa in via d’urgenza sia  legittima ed opportuna. E’ necessario, infatti, affrontare in modo tempestivo una situazione divenuta ormai drammatica e pericolosa auspicandosi, da parte di tutti, un atteggiamento collaborativo e responsabile. Ciò nonostante la Camera Penale di Napoli esprime riserve in merito alle previsioni normative relative alla determinazione della competenza dell’Autorità Giudiziaria, che appaiono in disarmonia con i principi generali del vigente ordinamento processuale. » 

Tutti i quotidiani riportano fedelmente il comunicato stampa ... tranne Il Mattino che il 5 giugno 2008, nel corpo di un articolo a pag. 32, riporta :

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venerdì, 30 maggio 2008

Omonimia Giudiziaria - 25 anni passati invano. Il 17 giugno 1983 il maxi blitz contro la camorra napoletana portò in carcere circa 800 persone. Di queste, 200 furono poi prosciolte (fra di loro Enzo Tortora). Ma fra i 200 “errori giudiziari” (vogliamo definirli fisiologici?) si annoverarono ben novanta (90) casi di pura omonimia! Il 28 maggio 2008 un altro blitz che fa scalpore, quello contro il Commissariato sui Rifiuti in Campania. Stavolta i numeri sono diversi, a due cifre: su 25 ordinanze di custodia cautelare un caso di omonimia. Non ho dimestichezza con la matematica, ma anche se stavolta i numeri sono solo a due cifre, mi pare che la percentuale di errore giudiziario sia maggiore. Il dramma è dietro la porta, anzi, sull’uscio di casa!

Ecco due resoconti giornalistici di due diverse epoche, ma di identico contenuto, purtroppo … come se nulla fosse cambiato!

Il 29 maggio 2008 Antonio Manzo scrive su Il Mattino (pag. 2) di questa paradossale e dolorosa vicenda: “«Ma io a malapena riesco a fare la raccolta differenziata, quale Fisìa, Fibe, Cdr...Io ingegnere dei rifiuti? Ma sono un povero pensionato, un’ex guardia carceraria, ho pagato già i miei conti con la giustizia, quali rifiuti ora volete da me?». Ernesto Picarone, cinquantasei anni, ebolitano, alle due della notte tra lunedì e martedì, tenta disperatamente di spiegare ai carabinieri del Noe che lui, in questo blitz dei rifiuti di Napoli con venticinque arrestati, non c’entra proprio nulla. E che l’arresto è un clamoroso errore di persona, che quel «Picarone» inserito nell’Operazione Rompiballe

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domenica, 25 maggio 2008
INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI – DECRETI AUTORIZZATIVI EMESSI IN DIVERSO PROCEDIMENTO PENALE E PER FATTISPECIE DELITTUOSE DIFFERENTI E DIVERSE DA QUELLE IN ESAME – DIVERSITA’ DEL FATTO-REATO – INUTILIZZABILITA’
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Teresa Areniello, Est. Massimo Perrotti, ord. 4-14/4/2008, proc. n° 2635/2008 R.I.M.Caut.
La Difesa, con i motivi di gravame, ha sollevato preliminare eccezione di inutilizzabilità (artt. 270 e 271 c.p.p.) delle conversazioni intercettate nel corso di altro procedimento in riferimento a decreto GIP emesso per fattispecie di reato diversa. Orbene, ritiene il Tribunale che se è vero che, ai fini dell’utilizzazione dei risultati delle intercettazioni, non si può restare
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domenica, 25 maggio 2008
SEQUESTRO PREVENTIVO – RICICLAGGIO - SOMME DI DENARO IL CUI POSSESSO RISULTI INGIUSTIFICATO – MERI SOSPETTI SU EVENTUALE PROVENIENZA DA ATTIVITA’ ILLECITA – TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI – INIDONEITA’ DEI SOSPETTI A CONFIGURARE UNA FATTISPECIE DI RICICLAGGIO DI DENARO – RESTITUZIONE DELLA SOMMA DI DENARO
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Est. Vincenzo Albano, ord. 10-21/3/2008, proc. n° 423/2008 R.I.M.Caut.Reali
La Polizia Giudiziaria, intervenuta ai fini di rinvenimento di sostanza stupefacente, procedeva al sequestro preventivo di una somma di denaro riposta in alcuni doppi fondi di due mobili esistenti in una stanza nella quale, a distanza di circa mezz’ora dall’incursione degli agenti, veniva rinvenuto sotto un letto l’odierno ricorrente il quale, pregiudicato, era già noto, unitamente al di lui padre detenuto, quale spacciatore di droga. Peraltro, esso ricorrente forniva due diverse versioni
domenica, 25 maggio 2008
MISURE CAUTELARI PERSONALI – RIEMISSIONE DI ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE GIA’ ANNULLATA DAL TRIBUNALE DEL RIESAME PER INATTENDIBILITA’ DELLA PARTE LESA – SUCCESSIVE E NUOVE DICHIARAZIONI DELLA MEDESIMA PARTE LESA - INIDONEITA’ DELL’ELEMENTO NUOVO A GIUSTIFICARE UNA RIVALUTAZIONE DEL COMPENDIO INDIZIARIO  - NECESSITA’ DI CIRCOSTANZE ESTRINSECHE - GIUDICATO CAUTELARE
Tribunale del Riesame di Napoli, X sez., Pres. Est. Nicola Quatrano, ord. 26/3-7/4/2008, proc. n° 2322/2008 R.I.M.Caut.
Già il GIP aveva emesso ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti degli indagati odierni ricorrenti in relazione alle medesime vicende delittuose per le quali il Tribunale del Riesame aveva ritenuto non idoneo il compendio indiziario, annullando appunto l’ordinanza. La ragione di tale annullamento si basava
giovedì, 22 maggio 2008

L’Avv. Arturo Frojo, nella sua qualità di Presidente del Rotary Club Napoli Nord, ha organizzato un convegno, “Il condizionamento camorristico dell’impresa nel mezzogiorno”, che si terrà lunedì 26 maggio 2008 alle ore 19 presso l’Hotel Excelsior in Napoli. Numerosi e di prestigio gli interventi previsti:

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domenica, 18 maggio 2008
Criticare è forse, anche, il tentativo di far rinsavire o di risvegliare, comunque, chi pensa di normalizzare il comune pensare … diceva qualcuno. E se tanto può essere utile, non bisogna nascondere la delusione di aver vissuto l'assenza dell’Avvocatura napoletana (ad eccezione del suo massimo rappresentante istituzionale, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e di tre -appena tre- avvocati penalisti) e, soprattutto,  dell’Avvocatura associata napoletana, dall’interessantissima e riuscitissima manifestazione svoltasi oggi 18 maggio 2008 presso la sede dell’Unione degli Industriali di Napoli in occasione, celebrazione e ricordo del ventennale dalla morte della vittima della giustizia Enzo Tortora. Un convegno, “Giustizia, a che punto siamo” (*) in cui si è parlato di processo penale, ruolo della Magistratura, dell’Avvocatura e dei mass media, traendo spunto dalla tragedia umana del noto presentatore televisivo. Dopo i saluti rivolti dal Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Gianni Lettieri, dal Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Sandra Lonardo, e dall’autore del libro “Applausi e sputi” sul caso Tortora, Vittorio Pezzuto, ed introdotta dall’intervento pungente ed attualissimo del Senatore a vita Francesco Cossiga, la discussione ha visto partecipare Raffaele Della Valle (all’epoca difensore di Enzo Tortora), Giuliano Pisapia (Presidente della Commissione per la Riforma del Codice Penale), Giovanni Maria Dedola (avvocato penalista) e Francesca Scopelliti (compagna di vita di Enzo Tortora ed ex Senatrice della Repubblica). Una domenica mattina di maggio (peraltro funestata dal tempo incerto e dalla spazzatura invadente in ogni dove) che avrebbe potuto costituire occasione idonea a  rompere il silenzio assordante dell’associazionismo penalistico/forense, ormai chiusosi nell’autoreferenzialità dell’unica attività individuata come idonea ad avere una qualche visibilità (pur soltanto interna):  l’organizzazione e tenuta dei corsi per i crediti formativi. Che tristezza vedere migliaia di avvocati costretti ad apporre la loro brava firmetta su i registri di presenza ai corsi per riuscire ad ottenere i crediti formativi e mai coinvolti a partecipare, disinteressati da quella firmetta, ad incontri di tale portata. Ma forse l’argomento resta scabroso; forse la ferita lacerante del caso Tortora tortura ancora le coscienze del nostro Palazzo di Giustizia. Ed allora, forse, è meglio tacere o far passare sotto tono l’evento. Ma l’evento si è celebrato ugualmente ed ha avuto spunti di altissima riflessione. Non ha risparmiato nessuno il Presidente Francesco Cossiga quando ha parlato, nel sottolineare come
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venerdì, 18 aprile 2008

Su Il Mattino di oggi (18 aprile 2008) in pagina 41 vi era il resoconto di una “zuffa in aula tra due avvocati. È accaduto ieri mattina dinanzi al gup Luca Semeraro, protagonisti due avvocati: uno di 86 anni, l’altro di 70 anni, che prima si scambiano insulti, poi passano ad incrociare schiaffi e pugni. Decisivo l’intervento della polizia, che su richiesta dello stesso giudice Semeraro identifica i duellanti. Il giudice ha poi scritto una relazione al pubblico ministero (in aula era presente il pm Paolo Di Sciuva), per un’eventuale denuncia. Un episodio nato alla fine di un processo per usura, che vedeva contrapposti i due avvocati. Il pm chiede l’archiviazione, c’è qualche mugugno. L’udienza sta per essere aggiornata ad altra data, quando uno dei due si alza o sibila ingiurie contro l’altro penalista. Che non resta a guardare e sferra un pugno al mento del rivale. C’è un parapiglia, tanto che i due vengono condotti nel drappello di polizia distaccato in Tribunale...”. La notizia si aggiunge alla voce di corridoio che dava per avvenuta, nei giorni scorsi, un’altra scazzottata fra due avvocati (del medesimo studio, ben noto) nella sala di attesa del Tribunale del Riesame. E si aggiunge ad altro analogo episodio che si narra scoppiato fra due giovani e noti avvocati penalisti. Effettivamente, sembra che in Tribunale vi sia un po’ di nervosismo di troppo … saranno i tempi …

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giovedì, 10 aprile 2008
Tratto, on-line, da Il Giornale del 10 aprile 2008
Follie in toga: Quando il giudice lo fa strano
di Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica
<<Ci sono pazzi e pazzi, anche tra i magistrati. Come scrive Filippo Facci nel suo Appunto di ieri sulla casta in toga che, a differenza di altre caste, sfugge all’esame dell’idoneità mentale, di casi psichiatrici ve ne sono svariati oltre a quello citato nella rubrica: dal giudice che abbandona l’aula perché «signor presidente, ho i ceci sul fuoco» e che giudica incostituzionale l’ora legale, al consigliere d’appello sorpreso nel bagno di un cinema a fare sesso con un ragazzo ma assolto dal Csm perché ha sbattuto la testa sulla porta della toilette «e ciò lo avrebbe reso - scrive Mauro Mellini nel libro La fabbrica degli errori edito da Koinè - per un certo tempo incapace di intendere».
È di qualche giorno addietro la storia del giudice di
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giovedì, 10 aprile 2008
Da notizie di stampa si apprende che il Procuratore Aggiunto di Napoli Dott. Aldo De Chiara si è formalmente rivolto alla Polizia Giudiziaria (di Ischia, per il momento): "E' illegittimo l'art. 9 della Legge Regionale n° 10/2004: fate nuovi sopralluoghi e sequestrate". Nell'allegato articolo de Il Golfo possono essere approfondite le ritenute ragioni ed interpretazioni giurisprudenziali.
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domenica, 30 marzo 2008
“di fronte alla luna” mostrata dalla Camera Penale di Napoli, qualcuno preferisce, forse per allontanare la vista della luna stessa, concentrarsi sul “dito che indica la luna”
GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE
Delibera 25 marzo 2008
<<La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane
premesso
- nel corso di un processo per gravi fatti di criminalità organizzata in fase di celebrazione a Napoli, sono state denunciate dai difensori degli imputati allarmanti condotte di inquinamento probatorio da parte di collaboratori di giustizia. In particolare, sarebbe emerso da intercettazioni telefoniche che essi, oltre a tenere liberamente contatti tra loro, concertavano il contenuto delle rispettive dichiarazioni processuali;
-nel contempo, organi di stampa informavano che,
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mercoledì, 26 marzo 2008
Nel segnalare, di tanto in tanto, le nuove realtà giuridico-giudiziarie on line, non poteva tacersi un affettuoso "bentornato" al ristrutturato e restaurato sito della Camera Penale di Napoli, con l'auspicio che possa al più presto divenire autentico "faro" dell'Avvocatura napoletana.
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lunedì, 24 marzo 2008
MISURE CAUTELARI PERSONALI – SEVERITA’ DI GIUDIZIO IN ORDINE ALLA SUSSISTENZA DI GRAVITA’ INDIZIARIA – VALUTAZIONE IN ORDINE ALLE ESIGENZE CAUTELARI – CRITERI - REVOCA
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Vincenzo Albano, Est. Stefania Daniele, ord. 14/2-3/3/2008, proc. n° 1079/2008 R.I.M.Caut.
Indubbia è la gravità dei fatti per cui si procede. Oltre a quanto già rilevato dal GIP e condiviso dal Collegio, in questa sede può venire solo rimarcato che trattasi di condotte delittuose di indiscutibile rilevanza, le quali appaiono vieppiù gravi se si considera il profilo soggettivo di coloro che, agendo sinergicamente in un “gioco di squadra”, se ne sono resi autori nello svolgimento di funzioni pubbliche, in tal modo strumentalizzate e piegate al soddisfacimento di interessi personali, ovvero clientelari di partito, anche di natura economica, perseguiti attraverso una “politica” di diffusa e ramificata intromissione nella gestione della cosa pubblica, attuata anche
lunedì, 24 marzo 2008
MISURE CAUTELARI PERSONALI – VIOLAZIONE DELLE PRESCRIZIONI – AGGRAVAMENTO – INTERROGATORIO DI GARANZIA – DIBATTIMENTO GIA’ APERTO  O SENTENZA DI PRIMO GRADO GIA’ EMESSA - NECESSITA’ A PENA DI INEFFICACIA DELLA MISURA
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Lucia La Posta, Est. Stefania Daniele, ord. 3-11/3/2008, proc. n° 11574/2007 R.I.M.Caut.
In caso di aggravamento della misura cautelare disposto per le ipotesi di cui al comma 1 dell’art. 276 c.p.p., al di là della natura sanzionatoria dell’inasprimento della misura, è necessario, a pena di inefficacia, procedere all’interrogatorio di garanzia ai sensi dell’art. 294 c.p.p.. Sussiste la necessità dell’obbligo di procedere all’interrogatorio
lunedì, 24 marzo 2008
INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI – PROCEDIMENTO DIVERSO DA QUELLO IN CUI SONO STATE DISPOSTE – REATO DIVERSO – INUTILIZZABILITA’
Tribunale del Riesame di Napoli, VIII sez., Pres.Est. Beatrice Sasso, ord. 25/10/2007-10/3/2008, proc. n° 4656/2007 R.I.M.Caut.
Il procedimento in oggetto costituisce stralcio di altro e principale procedimento, radicatosi presso la DDA della Procura della Repubblica, nella quale figuravano contestati reati di competenza, appunto, della DDA. Nell’ambito di tale procedimento principale venivano operate intercettazioni da cui emergevano anche una serie di elementi su altre attività illecite dell’associazione
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lunedì, 24 marzo 2008
ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE E REATI FINE – INDIPENDENZA PROBATORIA – NECESSITA’
Tribunale del Riesame di Napoli, X sez., Pres. Nicola Quatrano, Est. Mariaraffaella Caramiello, ord. 4-3/3/2008, proc. n° 1502/2008 R.I.M.Caut.
Allorquando le condotte contestate di spaccio di sostanze stupefacenti si risolvono nella mera ripetizione di quelle, pur evidenziate dai collaboratori di giustizia, integranti l’ipotesi associativa, non poggiando su emergenze diverse e maggiormente specifiche e circostanziate, tanto da
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lunedì, 24 marzo 2008
MISURE CAUTELARI REALI – SEQUESTRO PREVENTIVO – SOMME DI DENARO – CONTI CORRENTI BANCARI – MOTIVATA E PRECISA RELAZIONE CON I REATI CONTESTATI – NECESSITA’
Tribunale del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Giuseppina Casella, Est. Irma Musella, ord. 28/1-20/2/2008, proc. n° 56/2008 R.I.M.Caut.Reali
Presupposto imprescindibile perché il denaro sia sottoposto a sequestro preventivo, soprattutto se si tratta di somme depositate in istituto bancario, è che esso rappresenti il profitto, il prodotto ed il prezzo dell’attività criminosa, o sia, in qualche modo, servito a commetterla. Tuttavia,
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