lunedì, 29 giugno 2009
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sabato, 30 maggio 2009

Su 86 pm interpellati, 64 hanno firmato per l’assemblea, 22 hanno deciso di non firmare. È la richiesta di assemblea consegnata ieri mattina al procuratore Lepore, per fare chiarezza sullo stralcio. Non firmano il segretario dei «movimenti» riuniti Michele Del Prete, ma anche alcuni esponenti di Unicost. Lepore ha chiarito che valuterà se e in quali forme convocare l’assemblea dei pm.” (da Il Mattino del 27 maggio 2009 pag. 34)

Il 15 maggio scorso Giuseppe Grimaldi su Il Mattino narrava così il prologo degli eventi:
”Tre ore di discussione serrata. Un dibattito pacato ma capace di affrontare, in via preliminare, tutti gli aspetti di un nuovo, potenziale «caso Napoli». Alla fine i pubblici ministeri napoletani che erano presenti ieri all’incontro convocato per le 14,30 in una sala dell’ufficio inquirente diretto da Giovandomenico Lepore hanno deciso: nei prossimi giorni invieranno al loro capo una richiesta di convocazione di assemblea. Non erano in tanti, ieri pomeriggio, i pubblici ministeri che hanno risposto alla e-mail di convocazione per la riunione. Una ventina in tutto, sugli oltre 100 magistrati che compongono l’organico della Procura di Napoli. Ma questo – sottolineano i promotori dell’iniziativa – ha davvero poca importanza, trattandosi di un incontro di carattere preventivo. Sia come sia, l’assemblea si farà. Ora però ricapitoliamo i termini di una vicenda abbastanza complessa e, soprattutto, ricordiamo i motivi che l’hanno determinata. Il punto di partenza è rappresentato dalla decisione – presa dal procuratore Lepore – di stralciare le posizioni di alcuni indagati nell’ambito del procedimento sulle «ecoballe» (i titolari dell’inchiesta erano i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo): in questo modo uscivano dall’indagine-madre alcuni indagati, tra i quali il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, l’ex prefetto Corrado Catenacci ma soprattutto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Il punto di svolta arriva invece quando si apprende che il coordinatore dei due pm – il procuratore aggiunto Aldo de Chiara, titolare della sezione Ecologia della procura napoletana – rivela in una missiva inviata al Consiglio superiore della magistratura un particolare inedito. A spingere De Chiara a scrivere all’organo di autogoverno della magistratura è proprio quella decisione di stralciare le posizioni degli ex commissari all’emergenza rifiuti Bertolaso, Catenacci e Pansa dal filone principale del processo alla gestione delle cosiddette ecoballe. Che cosa scrive De Chiara? Ecco il senso della sua lettera: il procuratore Lepore motivò lo stralcio anche per non ostacolare il governo, per non turbare un esecutivo impegnato nella risoluzione dell’emergenza rifiuti in Campania. Una circostanza che era rimasta segreta, e che – come lo stesso Lepore ha ammesso – non era stata comunicata al capo dell’ufficio inquirente. Il processo ecoballe che vede imputati, tra gli altri, anche la numero due della Protezione civile, Marta Di Gennaro, previsto per la prossima settimana, slitterà di almeno sette giorni. E in aula ci saranno i due pm Noviello e Sirleo. Resta ora da definire sul piano strettamente processuale quali saranno le decisioni che riguarderanno Pansa, Catenacci e Bertolaso: se, cioè, la Procura eserciterà nei loro confronti l’azione penale attraverso una richiesta di rinvio a giudizio, o chiederà l’archiviazione (totale o parziale). C’è, infine, una terza ipotesi ancora da definire: quella – nel caso in cui ci fosse il rinvio a giudizio – di un magistrato, Giovanni Corona, che dovrebbe rientrare in servizio nei ranghi della Procura e che all’epoca dei fatti faceva parte della struttura commissariale per l’emergenza rifiuti. In caso affermativo, l’intero processo stralcio passerebbe a Roma.

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venerdì, 17 aprile 2009
Csm, un'istruttoria per indagare il «clima» che si respira alla Procura di Napoli
La decisione di Fabio Roia, dopo le dichiarazioni del pg Galgano al «Corriere del Mezzogiorno»
" «Vogliamo capire se all’interno della procura di Napoli ci sono profonde sofferenze come qualcuno ha segnalato in un’intervista sulla stampa». Fabio Roia, che da oggi prende le redini della Prima Commissione del Csm, in sostituzione del presidente Ugo Bergamo, candidato alle Europee, spiega così la decisione dei consiglieri di convocare per il 28 aprile il pg, il procuratore di Napoli e il suo aggiunto De Chiara. «Abbiamo ampliato la pratica a tutela dei pm napoletani per verificare se effettivamente c’è una situazione di disagio in procura» dice Roia; un’esigenza sorta dopo che il pg di Napoli, Vincenzo Galgano, in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, nel difendere il procuratore Giandomenico Lepore, criticato da alcuni suoi sostituti per non aver risposto alla cerimonia di inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra alle dichiarazioni del presidente del Consiglio, ha in sostanza parlato di strumentalizzazioni della vicenda, invitando i pm a lavorare in silenzio. Parole a cui hanno reagito, sempre sulla stampa, i rappresentanti napoletani delle correnti della magistratura,accusando il Pg di delegittimare i pubblici ministeri. Scopo delle audizioni di fine mese è dunque accertare se c’è effettivamente una situazione di turbolenza in procura; ma se così non fosse, aggiunge ancora Roia, «intendiamo aiutare l’ufficio a lavorare con serenità»."
da Il Corriere del Mezzogiorno del 16 aprile 2009
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sabato, 21 marzo 2009

«La Procura è sempre compatta e protesa nella efficace lotta a qualunque tipo di illegalità del territorio», assicura il procuratore Giandomenico Lepore. Si dice «amareggiato e sorpreso», il capo dei pm, per la pubblicazione del verbale della seduta del consiglio giudiziario sullo strappo insorto con i sostituti Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo dopo lo stralcio della posizione di sette indagati (fra i quali il prefetto Alessandro Pansa) dalle richieste di rinvio a giudizio dell´inchiesta sulla gestione della crisi rifiuti. E la decisione del consiglio giudiziario di togliere il segreto dagli atti, approvata con 12 voti a favore e 6 contrari viene accolta con «stupore e disorientamento» dal procuratore generale Vincenzo Galgano, che parla di «prova di irresponsabilità totale». Perché è stupito, pg Galgano? «Perché non posso non nutrire sospetti nei confronti di colleghi che hanno autorizzato la diffusione di materiale riservato». Ma è stato il consiglio a togliere il segreto dal verbale. «Questo voto viola il regolamento che il consiglio giudiziario stesso si è dato. Ecco perché parlo di irresponsabilità». Quali ragioni impedivano di far conoscere il contenuto del verbale? «Si tratta di materiale che riguarda un procedimento ancora nella fase delle indagini e prende in esame scelte e comportamenti del procuratore e di due pm. Renderlo pubblico alimenta la diffidenza dei cittadini verso l´amministrazione della giustizia». L´opinione pubblica però deve essere informata. «Certo, ma quando si affrontano vicende socialmente apprezzabili. Qui sono state diffuse solo riflessioni su fatti peraltro ancora al vaglio del Csm. Ciò è accaduto per riprovevoli finalità di propaganda personale. È una battaglia senza senso per acquisire visibilità». Chi la starebbe combattendo, secondo lei? «Non lo so, penso solo a fare il mio lavoro, non ad alimentare discrediti». Procuratore generela, non crede di esporre il fianco a critiche contestando così duramente il voto del consiglio giudiziario? «Non importa. Mi muove solo il senso del dovere e mi interessa il buon funzionamento della magistratura requirente. La Procura di Napoli ha superato momenti di gran lunga peggiori. Passerà anche questo».

da La Repubblica del 21 marzo 2009 // di Dario Del Porto

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lunedì, 16 marzo 2009

Il 25 marzo 2009 alle ore 16, presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino in Napoli, si terrà il convegno "Violenza sessuale e prevenzione". La partecipazione al convegno darà diritto al riconoscimento di crediti formativi da parte del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli

Coordinerà: Avv. Guido De Maio

Interverranno: Avv. Francesco Caia (Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli), Avv. Mario Ruberto (Avvocato Penalista), Prof. Amato Lamberti (Docente di Patologia delle Devianze), Dott.ssa Ida Frongillo (Sost. Procuratore della Repubblica del Tribunale di Napoli), Dott.ssa Annamaria Scapicchio (Psicologa), Prof. Giuliano Balbi (Ordinario di Diritto Penale alla II Università di Napoli), Avv. Michele Cerabona (Presidente del Consiglio delle Camere Penali Italiane), Dott. Alberto Capuano (Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli).

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domenica, 01 febbraio 2009

Il Ministro della Giustizia Alfano nel corso dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario a Napoli: «A volte anche i camorristi meritano la difesa, ma un conto è la difesa tecnica, un altro è prendere le parti moralmente. Gli avvocati di Napoli non lo stanno facendo e di questo li ringrazio».  
Si figuri Ministro, non c'era nemmeno bisogno che ci ringraziasse ... eravamo, altrimenti, già nelle patrie galere ... piuttosto ci preoccupa, e molto, quel lapsus "a volte..." riferito al diritto di difesa!!!

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venerdì, 30 gennaio 2009

Il Pg Galgano: «Arresti sbagliati?
No, l'errore è stato scarcerarli»

<<Sulle intercettazioni ci sono restrizioni già ampie; spesso non possono essere utilizzate come fonti di prova e da questo consegue l'assoluzione di moltissime persone. In questi casi è iniquo dire che è sbagliata l'emissione di provvedimenti cautelari, che le scarcerazioni sono l'effetto di un comportamento stolido, ingiusto o irresponsabile di chi fa le indagini. Diciamoci la verità: alcuni di quelli che hanno chiesto il risarcimento per l'ingiusta detenzione, in carcere avrebbero dovuto restarci». Il procuratore generale, Vincenzo Galgano, interviene nella polemica sul record di arresti sbagliati e di conseguenti richieste di risarcimento detenuto dal distretto di Napoli. Galgano ha tenuto ieri con il presidente della Corte d'appello, Luigi Martone, la consueta conferenza stampa di anticipazione del-l'apertura dell'anno giudiziario.>>

da Il Corriere del Mezzogiorno del 30 gennaio 2009

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venerdì, 30 gennaio 2009

I doveri di un giudice

di Giovanni Bianconi

da Il Corriere della Sera del 30 gennaio 2009

"Ha impiegato quasi un mese Luigi De Magistris — giudice del tribunale del Riesame di Napoli, ma più famoso per essere l’ex pubblico ministero di Catanzaro rimosso da sede e funzioni, per motivi disciplinari, dal Consiglio superiore della magistratura— a scrivere i motivi per cui l’imprenditore Alfredo Romeo è rimasto in carcere. Era il tempo evidentemente necessario a studiare tutte le carte e spiegare, nei minimi dettagli che hanno richiesto 106 pagine, quella decisione.

Nel frattempo però

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mercoledì, 28 gennaio 2009
La Procura della Repubblica di Napoli invita i cittadini a limitare esposti e denunce e palesa la scelta operativa e politico-giudiziaria di non osservare il precetto costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale. In un’intervista di Gianluca Abate apparsa su Il Corriere del Mezzogiorno del 28 gennaio 2009, il Procuratore Lepore si lamenta:
“… che devo dire, che qui la mattina tutti si svegliano e prima ancora di far colazione pensano a inviare un esposto in Procura?
Avranno le loro ragioni, no?
Macché, c'è un
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giovedì, 15 gennaio 2009

Apprendiamo solo oggi delle minacce subite dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli Dott. Raffaello Falcone. Indipendentemente dall'apprezzamento personale e professionale che chiunque non può far altro che manifestare nell'averlo conosciuto personalmente o incrociato nelle aule di giustizia, allo stesso va con forza pubblicamente manifestata solidarietà, così come a favore di chiunque profonde i propri sforzi in battaglie di legalità.

Fonte: Il Mattino di Napoli del 13/01/2009
Autore: l.d.g.

Cinque proiettili di una calibro «9per21» e una lettera minatoria. Un pacco

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lunedì, 29 dicembre 2008
«Stop ai giudici autogestiti - Sbagliato difenderli a priori»
Violante d’accordo con Vassalli: più garanzie per tutti. E’ ora di intervenire sul sistema di elezione del Csm
«Giuliano Vassalli è un maestro del diritto e io condivido la sua posizione. Occorre un maggiore rispetto delle garanzie di tutti. Degli imputati, a partire dai comuni cittadini, ma anche delle vittime. Ma garantismo e giustizialismo sono parole deformate dal tempo: credo che tutti i partiti, a partire dal Pd, debbano essere soprattutto legalitari».
Luciano Violante, ex magistrato ed ex presidente della Camera, è in prima linea da sempre sulla giustizia. Ed è forse l’esponente del Pd che ha criticato con più nitidezza alcuni errori dei magistrati e che chiede con maggiore forza una riforma condivisa della giustizia.
Tra arresti e polemiche,
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venerdì, 26 dicembre 2008

Oscar Gianino per Libero del 24/12/2008 : "Quando me l'ha detto la collega che si occupa da Napoli degli sviluppi del caso Romeo-Global service, letteralmente non ci volevo credere. Ma poi ho pensato che c'è un fato superiore, che lega e riannoda i mille capi dell'intrico giudiziario che da quindici anni fa e sfascia partiti e leader nel nostro Paese. Ma ci pensate? A pronunciarsi sulle impugnative presentate dalla difesa di Alfredo Romeo, ristretto in carcere in una cella di tre metri per tre a Poggioreale con tre altri giovani detenuti e la sola ordinanza di custodia cautelare a tenergli compagnia con le sue cinquecento pagine, sapete quale giudice potrebbe essere chiamato? Ma proprio lui, mi si dice da Napoli. Luigi de Magistris. L'ex pubblico ministero d'assalto catanzarese, che

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mercoledì, 17 dicembre 2008
In un comunicato stampa rilasciato in data odierna dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli (cliccare per vedere) viene rivelato che tra i vari filoni investigativi relativi alla vicenda processuale Global Service vi è un filone investigativo che sarebbe stato "trasmesso per competenza all'a.g. di Roma, in ragione del coinvolgimento anche di apparteneti all'ordine giudiziario del distretto di Napoli". I diretti destinatari del filone investigativo (indicati come appartenenti all'ordine giudiziario del distretto di Napoli) ovviamente ringraziano per la notizia!!
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domenica, 30 novembre 2008

Pubblichiamo un estratto di un articolo a firma di Marco Imarisio apparso sul CorrieredellaSeraOnLine di oggi in cui, commentando il suicidio dell'ex assessore del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, si dice: "Una complessa inchiesta sulla pubblica amministrazione cittadina, che vede coinvolti imprenditori e politici di rilievo, funzionari comunali. Cominciata nei primi mesi del 2007, è ormai in arrivo, si attendono provvedimenti importanti, destinati a fare rumore. Nugnes era un politico scaltro, che sapeva leggere certi segni. I suoi ultimi giorni sono stati un distillato d'angoscia.". A questo punto trema una città intera!! Per una fuga di notizie ... Chi l'ha scatenata??!! Un'unica certezza: se e quando questi provvedimenti scatteranno, solo i legali coinvolti nelle difese degli indagati avranno difficoltà ad ottenere notizie, copie, ecc. ... Tutti gli altri, e soprattutto "chi deve sapere", già sanno!!

P.S. delle 20:30 - sempre dal CorriedellaSeraOnLine apprendiamo che:

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mercoledì, 26 novembre 2008

Questa trovata mancava ... l'avvocato da marciapiede, l'avvocato su strada ... non ci sono parole!

http://www.assistenzalegalepertutti.it/

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mercoledì, 26 novembre 2008

da ilcorrieredellaseraonline

MILANO - «Forse non dovrei raccontarlo... ma vi dico la verità, invece di denunciare la palese violazione di ogni regola concorsuale che si verificava proprio accanto a me... ho chiesto al mio vicino di poter consultare anch’io il suo codice annotato... e quel poco che ho trovato mi ha tirato fuori dai guai e mi ha consentito di svolgere un buon elaborato di amministrativo».Questa confessione è apparsa su internet nel forum www.sarannomagistrati.it e sul forum degli aspiranti uditori. È il racconto di uno dei 5.600 aspiranti magistrati che ha preso parte alla prova scritta, la scorsa settimana alla Fiera Rho di Milano, al concorso per 500 posti da uditore. Avevamo denunciato il caos che si era registrato durante la prova anche con un video. Alcuni ragazzi avevano sopra i banchi anche i vietatissimi codici «commentati» con tanto di timbro del ministero della Giustizia che ne autorizza l'utilizzo.

LA CONFESSIONE - Adesso spunta anche un reo-confesso

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lunedì, 24 novembre 2008
MISURE CAUTELARI REALI – SEQUESTRO PREVENTIVO – POSSESSO INGIUSTIFICATO DI BENI – APPLICABILITA’ AI REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - FATTI PRECEDENTI ALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE 296/2006 – IRRETROATTIVITA’ DELLA LEGGE - ANNULLAMENTO
Tribunale Del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Giuseppina Casella, Estensore Alessandra Cantone, ord. 26/9-16/10/2008, proc. n° 1780/2008 R.I.M.Caut. Reali
Il provvedimento di sequestro preventivo in oggetto è stato adottato ai sensi dell’art. 12 sexies L. n° 356/92, come modificato dalla L. n° 296/2006 art. 1 co. 220 e succ. mod., sul presupposto della sussistenza del fumus delicti dei reati contro la pubblica amministrazione. E’ pacifico che i fatti in contestazione sono stati commessi in epoca anteriore all’entrata in vigore della
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lunedì, 24 novembre 2008

MISURE CAUTELARI REALI – SEQUESTRO PREVENTIVO – POSSESSO INGIUSTIFICATO DI BENI E SPROPORZIONE DEL VALORE DEI BENI RISPETTO AL REDDITO  O ALL’ATTIVITA’ ECONOMICA ESERCITATA – PRESUPPOSTI - VALUTAZIONE

Tribunale Del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Est. Angelo Capozzi, ord. 29/10-6/11/2008, proc. n° 2099/2008 R.I.M.Caut. Reali

Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 12 sexies L. n° 356/92 postula una valutazione delibativa diretta all’accertamento della confiscabilità dei beni sequestrati che, a sua volta, dipende dalla futura pronuncia di condanna per il delitto presupposto e dalla sproporzione del valore dei beni rispetto al reddito o all’attività economica esercitata dal condannato, nonché dalla mancata dimostrazione della loro legittima provenienza. Poiché la disciplina

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categoria:confisca, misure cautelari reali, sequestro preventivo, 9 giurisprudenza
lunedì, 24 novembre 2008
MISURE CAUTELARI REALI – SEQUESTRO PREVENTIVO – REATI EDILIZI - PEDANA IN LEGNO OCCUPANTE SUOLO PUBBLICO – DIFFORMITA’ RISPETTO ALLE AUTORIZZAZIONI AMMINISTRATIVE – IRRILEVANZA PENALE - ANNULLAMENTO
Tribunale Del Riesame di Napoli, XII sez., Pres. Angelo Capozzi, Estensore Stefania Daniele, ord. 7-17/10/2008, proc. n° 1899/2008 R.I.M.Caut. Reali
La difesa dell’istante, esponendo i motivi dell’impugnazione ha dedotto l’insussistenza dei presupposti legittimanti il sequestro deducendo che quanto realizzato da X non costituisce opera edilizia idonea ad incidere sul regolare assetto del territorio, tenuto conto che l’indagato è
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sabato, 15 novembre 2008

Magistrato fuori ufficio, insegna a vendere olio

<< È il 22 gennaio scorso. Renato Martuscelli, professione sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Vallo della Lucania, esce di casa. È un martedì. Martuscelli non va in ufficio. Si ferma un po più in là. A Roma. Nella capitale lo aspettano per un seminario. Otto ore di lezione sul tema «Le fasi di commercializzazione dell’olio. Norme per la classificazione e la vendita degli oli d’oliva». Gettone di presenza, 520 euro lordi. Quel martedì, qualche avvocato bussa alla porta della sua stanza in Procura. «Assente», è la risposta. Assente giustificato. Chiedere al Consiglio superiore della magistratura.
È solo uno, Martuscelli. Uno di mille e 44. Tanti sono i magistrati italiani a cui il Csm ha autorizzato un incarico extragiudiziario. Un plotone di pm, giudici ed ermellini chiamati a riempire aule universitarie, commissioni d’esame e concorsi, a tenere master e lezioni di varia natura e genere, ad affiancare e, in molti casi, a sostituire i docenti in corsi per i quali non sempre appare opportuna la presenza di un magistrato. Anche considerando che è tutto lavoro sottratto agli uffici. Quando in qualunque tribunale,

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